Home
 

Il boudoir di Shirley

About Recent Entries

DUELUGLIODUEMILATRE Jul. 2nd, 2004 @ 10:20 am
E' STATA SOLO COLPA TUA

si sta avvicinando Jul. 1st, 2004 @ 03:09 pm
non riesco a dormire e la morte invade i miei pensieri

Rotterdam Mar. 23rd, 2004 @ 04:05 pm
Ho deciso! Vado a vivere lì, è una città spettacolare! Ora cerco casa in Pompenburg...

Seconda parte Mar. 15th, 2004 @ 11:22 am
A'nfame! Cor core t'ho voluto, co l'anima t'amato
adesso c'ho disprezzo, finalmente t'ho rimbarzato.

Alla discarica de Malagrotta c'era n'cesso rotto, sfonnato,
co l'occhi d'amore l'ho guardato, me parevi te, co sto dito t'ho sfanculato!

n'core marcio de n'omo frocio
me fai sdegno e co n'segno te rimbarzo!!!

a fracicooo!!!!!

(Prima parte) Mar. 15th, 2004 @ 11:21 am
Gli spettri mi picchiano stanotte,
mi hanno presa e riempita di botte.

Dormo e vengo ammanettata,
picchiata sulla testa e violentata.

Ho cambiato troppo spesso letto
e troppe volte un estraneo mi ha stretto.

Ho tradito e sono stata tradita,
troppe volte ho cambiato la mia vita.

Ogni notte penso a quello che è successo
e mi rendo conto che alla fine sei pure un cesso!

Ti vorrei solo ammazzare,
non sei neanche degno di amare.

Stranamente non ti ho fatto mai neanche un torto,
ma chi voglio uccidere? un uomo che è già morto?

Questa è l'ultima cosa che ti dedico: sul cazzo un morso
che hai sgretolato tutto senza rimorso.

Adesso vedi di andartene a fanculo,
che è l'unica cosa che sai fare, rottinculo!
Other entries
» Shut up and Die
Sto aspettando il tuo cadavere, prima o poi lo vedrò impiccato ad un albero con le corde con cui ti ho legato. La frusta con cui ti ho flagellato ti servirà da coda, ultimo sprazzo di perversione infilato nel tuo culo.
La tua morte sarà la mia gioia.
Finalmente dimenticherò i fantasmi che mi hai fatto conoscere e che ancora mi terrorizzano di notte.
Spero tu sia morto veramente e se così non fosse, ti ucciderò io.
» Vita da cani
Ho bisogno di un cane.

Un cane grosso, un cucciolo affettuoso bisognoso di me.
Con una grossa lingua umida.

Ho bisogno di un cane ben addestrato, un cane da portare al guinzaglio, che mi obbedisca, che faccia esattamente quello che dico io e quando lo desidero.

Ho bisogno di un cane che mi lecchi la sera quando torno a casa.
Che si piazzi tra le mie cosce quando mi sdraio sul divano, gambe divaricate e testa reclinata all'indietro, occhi e bocca socchiusi.
Chiudo gli occhi ed inizio ad immaginare frustate mai date o tanto attese, pelle che sanguina, piaghe che si aprono e che fanno soffrire tanto quanto godere.

Deve leccarmi inizialmente con un movimento lento ed accurato, devoto.
Deve sfiorarmi la punta del clitoride con attenzione e leggerezza, deve mordermelo delicatamente.
Deve avere una lingua lieve, delicata ed allo stesso momento avida e potente.
Leccare avidamente le grandi e piccole labbra, sfiorarle prima, dandomi un brivido di piacere che mi prende tutto il corpo e mi fa tremare. Deve adorare la mia figa ed il nettare che ne esce. Mi deve infilare la lingua nella figa e solleticare il clitoride con il naso bagnato dei miei umori.
Adoro il movimento della lingua che dalla figa scende lentamente fino al culo

Poi deve aumentare il ritmo e dalla mia figa aperta colano i miei umori dolci che lui desidera bere e gustare, da bravo cane obbediente e ben addestrato.

L'orgasmo che mi deve far provare deve essere forte ed intenso, come un uragano che travolge tutto ciò che capita sul suo passaggio.

Ho bisogno di un cane che mi adori come una dea, il cane da pastore non mi serve più.
» ma con tanti giorni...
...proprio questo weekend?
» mortacci vostri
anvedi
» Ménage a nove code
Avrei ucciso tutti.

Lo sentivo gemere mentre la ragazza reclutata per un ménage a quattro se lo succhiava per bene e lui leccava lei.
Li avrei uccisi entrambi.

Invece ero lì.
Li guardavo mentre godevano entrambi.

Anch'io cercavo di godere della lingua che mi leccava con entusiasmo.
In realtà quello che provavo era solo odio per tutti.
E pena, per il tipo che mi leccava come un cagnolino desideroso d'affetto.

Forse non avrei dovuto mettermi in una situazione del genere, non avrei dovuto dare retta alla mia mente malata e alla mia voglia di sperimentare.
Invece ero stata io ad organizzare l'incontro con l'altra coppia.
Io mi ero messa d'accordo con loro, avevo mantenuto i contatti dopo tanto tempo perchè li reputavo simpatici, puliti e tranquilli.
Non potevo farmi i fatti miei? Quella giornata potevo starmene benissimo a casa a fare le pulizie di primavera.

No, quel giorno ho pensato bene di portare a spasso la mia figa e di metterla in mostra ad altre persone.
No, quel giorno avevo voglia di fare qualcosa di diverso, sopratutto avevo voglia di farmi lei.
Ed ho pensato bene di portarmi dietro una persona a cui tenevo.
Non potevo portarmi il primo maiale che mi capitava a tiro che con queste cose ci va a nozze?
No! Ovvio, altrimenti non me ne sarebbe fregato niente.
Non sarei stata gelosa e non sarebbe finita così.

Invece mi piace complicarmi la vita.
Sono una schifosissima masochista.
Mi piace farmi del male, mi piace soffire, mi piace quando il gioco si fa duro.
Mi piace vedere tutto che mi si sgretola tra le mani.

L'orgasmo della ragazza era fin troppo teatrale, quasi finto, credevo si spaccassero le finestre per quanto urlava. Mi aveva veramente rotto le palle.

La presi per i capelli, la sbattei a terra.
I due uomini mi guardavano stupiti ma non mi fermarono, credevano volessi farmela anche io.

Le legai le braccia ad una gamba del letto e le chiusi la bocca con una Ball Gag.
Poi legai tra di loro i due uomini e li bendai, incoscenti del fatto che non si trattava di un gioco sessuale ma stavo facendo sul serio, i due beoni se la ridevano eccitati.

Tornai verso la mia vittima.
Il tacco destro del mio stivale affondò nel suo ombelico.
Poi le schiacciai le tette, quelle belle grosse tette di cui andava così fiera.
Presi la frusta e cominciai a colpirla violentemente.
La pelle si arrossò e iniziarono a scorrere rivoli di sangue.
Iniziai a prenderla a calci, le colpii violentemente la sorca depilata, lei sembrava quasi goderne, mi guardava con gli occhi socchiusi che imploravano pietà.

Mi stancai ben presto.
Andai in cucina.
Presi il coltello più lungo e affilato.
Tornai in camera.
La sgozzai.

Mi diressi verso i due uomini.
Accoltellai al cuore il mio compagno, gli tolsi quel peso che tanto non gli serviva e uccisi l'altro disgraziato tagliandogli le vene dei polsi.

Andai in bagno, mi rivestii e me ne andai.
» Peter Pan tornatene a casa
A San Valentino ti ho odiato con tutto il cuore, o quello che ne resta.

Non mi interessa la festa in sè, non mi interessano gli innamorati che si baciano sulle panchine del parco.
Mi interessi tu, anzi mi interessavi, prima dell'odio c'è stato l'amore.
Adesso ci sarà solo l'oblio.

Torna da dove provieni, torna nelle tenebre.
Non sei un diavolo, neanche un angelo.
Tu non sei nulla.

E nulla hai voluto far diventare la tua progenie.
Che dal limbo ti cerca nei sogni e ti fa diventare un incubo.
Ricordandoti che è febbraio.

Odiandoti, così come io adesso odio te.
» Sacrificata alla cazzo
Era il giorno del sacrificio della vergine, tutti i membri della setta erano riuniti intorno al tavolo e stavano decidendo come rapire la prescelta.

Doveva essere bella, giovane, eterea, immacolata.
Colei che volevano sacrificare si trovava in un convento, orfana di entrambi i genitori era stata allevata dalle monache per farla diventare una di loro.

Il rapimento doveva essere lesto e senza ostacoli.
Dopo cena le monache potevano passeggiare nel parco limitrofo al convento.
Un agguato attendeva la vittima del sacrificio.
Due uomini vestiti di nero la presero mentre passeggiava rasente un muro, leggendo un libro.

Lei non ebbe neanche il tempo di reagire.
Era spaventata ed eccitata al tempo stesso.

Le legarono le mani dietro la schiena, venne condotta nelle segrete del castello e strattonata per farla entrare in una Vergine di Norimberga, ma invece delle punte acuminate decine di cazzi la attendevano per torturarla.

I torturatori chiusero la porta, solo il buio la circondò e i cazzi le si infilarono ovunque: tre nella figa, due nel culo, uno in bocca. Altri cazzi affondarono nella pancia, cercarono di entrare nelle narici, negli occhi e nelle orecchie.

Udì delle risate da fuori e l'infernale macchina venne accesa.
I cazzi iniziarono a vibrare e ruotare.
La vittima godette e soffrì allo stesso tempo.

Quando la macchina venne spenta ed aperta la donna scivolò sanguinante al suolo, morta di un orgasmo letale.
» Solitario
Lui sta lavorando seduto alla scrivania di fronte al laptop.
Io mi siedo sulle sue gambe completamente nuda, abbracciandolo.
Cerca di guardare lo schermo da sopra la mia spalla sinistra, prova a concentrarsi, ha delle scadenze, deve assolutamente finire del lavoro, ma si arrende alla mia sensualità e affonda la faccia tra le mie tette.

Le mie gambe gli cingono la schiena in una delle mie posizioni preferite e lo bloccano.
Non riesco a contenere la mia eccitazione e gli lascio una striscia luccicante di eccitazione sui jeans, come la scia di una lumaca.
La sua lingua sporge dalle labbra, vogliosa e inizia a leccarmi la pelle dello sterno, sottile e tesa tra i due seni.
Io inizio a fremere, a gemere ad avere i brividi. Il desiderio aumenta sempre di più.
Lentamente sale con la lingua e mi lecca il collo e mordicchia il mento, io mi offro totalmente a lui.
Abbasso la testa e lo guardo con occhi di freddo acciaio, che brillano di lussuria, che lo invitano ad andare oltre, che lo invogliano a possedermi.
Mi sciolgo i capelli che ci ricadono addosso come un sipario di seta aurea e ci baciamo appassionatamente.

Le sue mani mi sfiorano la schiena, corrono verso il basso a formare una coppa sotto il mio rotondo sedere.
Con gli indici cerca di farmi godere ovunque, infila gli indici e mi allarga le labbra, ogni suo movimento mi fa sussultare e morire di eccitazione.

Gli apro un po' incerta la cerniera dei pantaloni ed estraggo la sua prepotente virilità, mi appoggio la cappella all'apertura della mia ferita bagnata e mi muovo lentamente sfregandomi, per fargli sentire la carezza delle labbra rigonfie.
Improvvisamente, muovo bruscamente il bacino verso il basso e lo accolgo totalmente dentro di me, ansimante.

Inizio a muovermi velocemente. La poltrona sussulta sotto ogni colpo... il pistone ad aria dell'ammortizzazione si associa al nostro amplesso

I miei gemiti coprono lo scricchiolio della poltrona, in un lungo, prolungato ululato raggiungiamo assieme l'orgasmo.

Un rumore, una porta che si apre: il suo capo entra nella stanza e gli chiede "hai finito il progetto?", poi lo guarda stupito.
Arrossato e tremante, con una mano in mezzo alle gambe, una chiazza bianca macchia lo schermo del suo portatile. Nessuna donna nuda che lo cavalca.
"dannazione, era solo un sogno ad occhi aperti"

Bukkake virtuale )
» Saltimbocca alla Romana
Prendete un bel pezzo di carne di porca e sbattetelo su un ripiano.
Iniziate a massaggiare la carne per renderla più tenera, soprattutto i quarti posteriori ad un certo punto noterete uno sciroppo denso e trasparente colare da una delle aperture del pezzo di carne.
Assaggiate delicatamente con la punta della lingua.
Se il sapore è gradevole e dolciastro, la porca è pronta per essere farcita, se invece cola un liquido rosso, protestate col vostro macellaio che non ha saputo procurarvi una porca pronta all'uso.

Con le dita divaricate leggermente l'apertura dalla quale esce il liquido, è lì che farciremo la nostra bella porchetta.

Infilate le dita delicatamente nell'apertura e massaggiate la carne con lenti movimenti circolari, in modo che la carne si rilassi naturalmente.
Il liquido a questo punto dovrebbe scorrere sempre più copioso, controllate continuamente il sapore leccandovi le dita oppure direttamente dall'apertura.

Scorrendo le pareti morbide e zigrinate dell'apertura, potrete sentire delle deboli contrazioni, quando le contrazioni si fanno piu' forti, la porchetta e' pronta per essere farcita.

Prendete lo strumento per la farcitura e inseritelo delicatamente nell'apertura, muovete lo strumento dentro e fuori dall'apertura, cercando di allargarla ma senza strafare.
Aumentate la velocita' dello strumento, a questo punto l'apertura sara' stretta attorno allo strumento e ne impedira' l'estrazione.

Mentre agitate lo strumento potete continuare a massaggiare i quarti posteriori, per aiutare l'apertura a ricevere il ripieno.
Quando le contrazioni dell'apertura avranno raggiunto il limite, lo strumento libererà il ripieno, farcendo la porchetta. A questo punto la carne sara' molto tenera ed avra' assunto un appetitoso colorito roseo.

Per i veri buongustai, si consiglia di farcire la porchetta utilizzando anche le altre due aperture ausiliarie. In caso abbiate difficoltà nell introdurre lo strumento, della chiara d'uovo o un po' di burro faranno al caso vostro.
Alcuni chef preferiscono farcire la porchetta con vegetali, ma io preferisco farcirla con crema di latte, che rende la porchetta più morbida e gustosa al palato.

Lo Specialino )
» Ma spruzzerà panna?
Meno male che esiste la cioccolata )
» Luna incostante
Sono rimasta da sola per ore, nuda, aggrappata a quella frase come ad un'ancora di salvataggio, in questa stanza gelida, piccola, con una sola finestra sbarrata, troppo alta per vedere la terra, incapace di alzare gli occhi al cielo.
Fuori e dentro di me c'era una tormenta di neve.

Ripensavo a lei, una massa enorme di capelli neri, ricci, ribelli, occhiali grandi e spessi che nascondono occhi vispi e sinceri.
E ripensavo al sentimento che provavo per lei.
Ci ho pensato per anni, a come dirglielo, a come farle capire quello che volevo, a come farla innamorare di me.
L'amore era diventato agonia.
Poi ho deciso, ho preso il coraggio, mi sono lavata attentamente, mi sono profumata con le più costose fragranze, ho indossato il vestito più bello e le scarpe più eleganti.

Sono andata da lei.

L'ho affrontata finalmente.
Lei non capiva le mie intenzioni, più mi avvicinavo per baciarla e più lei si allontanava.
Le sue parole mi risuonano ancora nella mente: "Io ti voglio bene"
Riguardo le mie mani, ripenso all'attimo in cui ho estratto la mia pistola dalla borsetta ed ho fatto fuoco contro il suo morbido seno.

E l'ho fatta mia per sempre.
» Strade Perdute
Una notte d'inverno nella nebbiosa campagna padana.
Schiere di pioppi persi in lontananza, come la minuta peluria di un mostro preistorico

Una BMW nera che corre nella desolazione si ferma in una provinciale desolata.

Lentamente si apre la portiera lato passeggeri ed esce una donna.
Bellissima, in un completo di pelle nero, stivali alti al ginocchio, il viso triste con il trucco rovinato dalle lacrime.
Si ferma un attimo come per capire cosa fare, dove andare.
Chiude la portiera.
Senza un cenno la macchina riparte, la lascia lì, sola, con i suoi pensieri.

"Mi hanno presa, usata, scopata, violentata nel corpo e nell'anima, illusa e delusa, trattata come una puttana, come un animale, esclusa dalla vita e reclusa in una stanza vuota. Sono stata amata e gli ho urlato in faccia tutto il mio odio e la mia indifferenza. Ho amato e mi hanno sputato in bocca, mi hanno resa senza anima".

Un nodo in gola che fatica a scendere, la donna piangendo si accascia sul ciglio della strada e vomita il cuore in un fosso.

Si rialza a fatica, con la mano si pulisce la bocca grondante sangue e si allontana nella notte, libera.
» l'urlo delle farfalle
i vostri pregiudizi si frantumano sulla mia corrazza di indifferenza. (Antonio©)
» Tremate, tremate...
Devo evadere.

Da questo mondo fatto di quarantenni con il piercing sul sopracciglio e gli stivalazzi da cowboy.

Dalle finte lesbiche che parlano con il gatto al telefono ed ancora non hanno imparato a leggere ad alta voce.

Dalle buzzicone con la scabbia e la passione per le giraffe.

Dalle donne snob, con la puzza sotto il naso che non sanno la differenza tra risorse di rete e risorse del computer.

Da un'intera stanza di persone che non sanno aggiungere una colonna e fare una somma in excel.



Poverette.

In fondo non ce l'ho con loro.



Ce l'ho con il mondo, denuncerò tutti e finalmente avrò giustizia.

Ovviamente se la giustizia non arriva da un tribunale arriverà dal sangue che verserò.

Giuro vendetta per tutti gli sfruttati della New Economy.

A fanculo tutte le aziende che truffano i ragazzini con loghi&suonerie e i poveri segaioli con il porno.



E' arrivata la Robin Hood con la calzamaglia in lattice, invece di frecce scocco cazzi finti in culo agli sfruttatori!

» Io conosco molte cose
Sei pronto ad entrare nel mio mondo?

Advertisement

Top of Page Powered by LiveJournal.com